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Le prossime sfide delle nostre PMI

Intervista al dottor Claudio Sottoriva di Alessandra Degiugno, Responsabile Affari Societari, HR & Comunicazione in Sella Leasing

Nonostante l’emergenza sanitaria che sta caratterizzando il 2020, il tessuto produttivo del nostro Paese ha confermato l’esistenza di aziende di piccole e medie dimensioni radicate sul territorio e con rapporti stabili con clienti e fornitori che consentono di ipotizzare un passaggio non traumatico alla fase post Covid.

Il nuovo quadro economico finanziario nel quale le nostre aziende operano richiede importanti cambiamenti che possono essere una grande opportunità di crescita ed innovazione per le Imprese italiane.

A tal proposito, il dottor Claudio Sottoriva, Presidente del Collegio Sindacale di Sella Leasing e professore aggregato di “Metodologie e determinazioni quantitative d’azienda” presso la facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, Dottore commercialista e revisore legale dei conti, socio dell’European Accounting Association e dello European Corporate Governance Institute, ci aiuta ad interpretare questo nuovo contesto e ci fornisce interessati spunti operativi per affrontare le sfide del prossimo futuro.

Dottor Sottoriva, quali sono a suo parere le prossime sfide che le PMI dovranno affrontare per garantire la continuità aziendale?

Le PMI – tipicamente basate sulla figura (a volte “mitica”) dell’imprenditore-fondatore – hanno avuto sin dal primo manifestarsi delle conseguenze dell’emergenza sanitaria un contributo positivo dal rapporto consolidato con le banche che hanno posto in essere una serie di iniziative per assicurare l’indispensabile sostegno alla liquidità delle imprese (e delle famiglie). L’impegno a supporto dell’economia trova conferma nella costante crescita dei numeri sulle moratorie accordate e sulle richieste pervenute al Fondo di Garanzia PMI: al 18 settembre 2020, sono oltre 2,7 milioni le richieste da parte di famiglie e imprese per l’accesso alla moratoria, per 294 miliardi di debiti residui; al 30 settembre 2020, sono oltre 1 milione 122 mila le domande per l’erogazione di crediti bancari garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI, per un volume di oltre 86,5 miliardi di finanziamenti (di queste, 913 mila domande sono riferite a finanziamenti fino a 30 mila euro, per un totale di oltre 17,9 miliardi di crediti); al 30 settembre 2020, sono 634 le operazioni di richiesta di finanziamento garantito dalla SACE, per un valore complessivo di circa 13,9 mld euro.

Se da un lato “mettere in sicurezza la liquidità aziendale” costituisce un elemento fondamentale, occorre che le generazioni imprenditoriali chiamate nel medio-breve termine al passaggio generazionale all'interno dell'azienda sia maggiormente orientato ad una visione sistemica dell’azienda e non solo alla risoluzione dei problemi collegati alla produzione. Le sfide per il futuro sono una maggior attenzione all’investimento nel capitale di rischio, un miglioramento nelle capacità di pianificazione a breve e a medio/lungo termine e un miglioramento delle regole di corporate governance.

Ha citato pianificazione e corporate governance nelle PMI. Chiarisce meglio questi aspetti dandoci degli spunti operativi al riguardo?

Certamente. Di seguito alcuni principi di buon governo:

  • il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi è essenziale. Gli organi sociali e il capo azienda devono avere una chiara consapevolezza dell’importanza di dotare l’impresa di un adeguato sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
  • non c’è gestione se non c’è misurazione. Calcolare le imposte da versare e redigere il bilancio di esercizio non è sufficiente. Occorre il monitoraggio nel continuo dell’andamento aziendale: analisi degli scostamenti e reporting direzionale dovrebbero far parte del cruscotto di conoscenze di ogni imprenditore.
  • promuovere adeguati assetti organizzativi. Da due anni circa se ne sente parlare perché è stato emanato il CCII, il Codice della crisi dell’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Una buona organizzazione è strumentale ad una buona gestione. Parlare di organigramma e di responsabilità, anche all’interno di aziende di piccole dimensioni, non deve essere un tabù.
  • adeguare i flussi informativi. Vanno garantiti adeguati flussi informativi: flussi informativi dal CdA e verso il CdA, informazioni tra CdA e – se presente – l’organo di controllo, informazioni verso l’esterno dell’azienda. La circolazione di informazioni complete, accurate e tempestive tra gli Organi Sociali, nonché all’interno degli stessi, costituisce una condizione essenziale per la realizzazione degli obiettivi di efficienza della gestione e di efficacia dei controlli. Assumono quindi particolare rilievo l’individuazione e la formalizzazione di prassi operative (procedure di convocazione, periodicità delle riunioni, metodi di lavoro, partecipazione, ecc.) che assicurino effettività e tempestività all’azione degli organi sociali.
  • la successione va pianificata. I soci devono promuovere un’adeguata pianificazione della successione del capo azienda dell’impresa: l’adozione o l’introduzione di un piano di successione, in via preventiva rispetto alle necessità, aiuta ad assicurare la stabilità dell’impresa e la sua conduzione. Si pensi che secondo una stima dell’Unione europea, il 30% delle imprese familiari non supera il successivo passaggio generazionale.

Per quanto attiene l’utilità del leasing nell’economia circolare, cosa ci può dire?

Il leasing si caratterizza per la sua grande duttilità fra le operazioni di finanziamento in alternativa alle forme tradizionali di indebitamento. Vedo grande appetibilità nel ricorrere a questa operazione da parte delle imprese, soprattutto riguardo a tematiche di efficientamento energetico e, più in generale, di contrasto al cambiamento climatico e alle politiche poste in essere per contenere l'impatto del riscaldamento globale. Gli esempi non mancano: il finanziamento tramite leasing di attrezzature e macchinari innovativi volti ad incrementare ulteriormente la performance produttiva non è limitato solo alle grandi aziende ma può essere integrato in una logica di filiera produttiva o di micro-distretto. Immaginare la ristrutturazione di un fabbricato industriale senza pensare all’attivazione di un processo di riqualificazione degli edifici non appare corretto. L’efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli edifici, anche nell’ottica di ridurre gli effetti dei rischi sismici e idrogeologici, costituisce una sfida per tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni e indipendentemente dai contributi pubblici.

L'economia circolare è al centro del Green Deal europeo che prevede una tabella di marcia con azioni volte a promuovere l'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare. Il leasing viene riconosciuto come strumento fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi in quanto in grado di favorire modelli cosiddetti "product as service", ovvero in grado di consentire ai clienti di acquistare un determinato servizio anziché acquistare i beni che consentono il raggiungimento di tale risultato.

Con il leasing, quindi, il cliente paga solo per l’effettivo utilizzo del bene mentre il produttore dello stesso può attivare processi circolari atti ad ottimizzare il ciclo di vita del bene.


[Fonte: Sella Leasing] 

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