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La digitalizzazione fa bene all’agroalimentare

Dalla tracciabilità alimentare all’efficientamento dei processi produttivi, l’Osservatorio Smart Agrifood guarda alle soluzioni tecnologiche adottate in agricoltura 4.0

Il mercato dell’Agricoltura 4.0 ha raggiunto in Italia, lo scorso anno, il valore di 450 milioni di euro (+22% rispetto al 2018) e rappresenta il 5% di quello mondiale.

Nella presentazione della Ricerca 2019 dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, ricerca condotta con il sostegno fra gli altri di Alba Leasing, sono state passate in rassegna le principali soluzioni tecnologiche adottate dalle industrie agricole italiane ed evidenziate le principali opportunità di questo settore. Il digitale interviene prevalentemente a supporto dei processi di tracciabilità alimentare, del controllo dei beni strumentali, della gestione e della pianificazione della attività.

Nel mercato alimentare, in cui il consumatore finale è sempre più attento alla qualità dei propri consumi, tenere traccia di cosa accade durante i processi di produzione si traduce in un aumento della competitività oltre ad aiutare la lotta alla contraffazione. Il monitoraggio delle attività inoltre permette l’efficientamento dei processi e l’aumento della sostenibilità delle produzioni.

Le principali tecnologie d’aiuto in questo ambito sono rappresentate da sistemi di blockchain e dall’adozione di QR code.

Nel corso del convegno, intitolato “Il digitale è servito! Dal campo allo scaffale, la filiera agroalimentare è sempre più smart”, sono stati spiegati i benefici dell’elaborazione dei dati ricavati dall’IoT per la pianificazione e come sistemi di connettività a distanza stiano già creando nuove opportunità per diverse imprese del settore agricolo.

Un settore che non si lascia sfuggire le opportunità: sono oltre 400 le soluzioni tecnologiche messe a disposizione nel nostro mercato da una rete di più di 160 aziende il cui 23% è rappresentato da startup. Soluzioni che puntano alla salvaguardia dell’ambiente, alla consapevolezza delle dinamiche interne dell’azienda, alla riduzione dei costi e alla semplificazione del lavoro intellettuale e che gli imprenditori agricoli sono propensi ad adottare visto che il ritorno sugli investimenti non risulta essere un ostacolo.

Quanto affermato vale sicuramente per l’agricoltura. Invece, per quanto riguarda l’allevamento c’è ancora molto da fare. Solo il 13% delle imprese adottano soluzioni di “Smart Farming”, questo rappresenta uno spunto per gli investimenti in soluzioni tecnologiche da parte di molte aziende che le propongono.

Un altro tema di fondamentale importanza riguarda la formazione: il digitale sta cambiando i modelli di business delle società dell’agrifood e questo richiede anche un rinnovamento delle competenze e del modo di pensare di tutti i soggetti coinvolti lungo la catena di fornitura. Le imprese quindi vedranno con più frequenza al loro interno soggetti estranei al settore fino a qualche anno fa, si pensi agli ingegneri informatici o esperti di connettività.

La presenza di queste numerose opportunità non è passata inosservata anche ad enti e istituzioni che da tempo mettono a disposizioni diversi incentivi al fine di agevolare la digitalizzazione delle imprese, anche quelle più tradizionali, si pensi alla Nuova Sabatini, ai contributi derivanti dal Credito di Imposta e alle agevolazioni collegate al leasing.

[Fonte: Alba Leasing]

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